Quando nel marzo del 1831 Luigi Filippo di Francia fondò la Legione Straniera, non immaginò che stava offrendo l’ unica alternativa di vita a due categorie ben precise di uomini: i galeotti e i sofferenti d’ amore. Negli anni, molti uomini che erano stati traditi, rifutati, che avevano amato invano, non ricambiati, con il cuore stracciato, ridotto a brandelli, calpestato, si unirono a questo corpo militare, ottenendo di azzerare la propria identità, cambiando nome, tagliando completamente i ponti col passato, cancellando la vita che prima conducevano, le persone un tempo care, gli affetti, i legami. Nei registri conservati ad Aubagne in Povenza, sede del Comando Generale, si prende nota di tutte le motivazioni che spingono i legionari ad arruolarsi, e nei 179 anni di storia del corpo, mai si era letto di un uomo che si arruolò per sfuggire all’ inspiegabile paradosso, poichè lei non aveva il coraggio di dire che ancora continuava a provare qualcosa per lui, pur pensando che fosse sbagliato, lui forse convenendone.

Fino ad oggi.

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