Ascolto la Lacrimosa di Mozart. Per farlo collego le casse buone di casa, perchè voglio sentirne la potenza ad alta fedeltà. Alzo il volume affinchè tutta la casa venga inondata di questa bellezza: non so per cosa è stata scritta, non so cosa girava nella testa di Wolfgang quando la scrisse, non so precisamente di cosa fa parte. Sono sicuro invece che era il momento in cui tutti piangono. Mi figuro come è andata : nella scrittura dell’ opera più ampia (la messa in requiem credo) che contiene questo brano che dura quanto, poco più di tre minuti, “ecco”, pensò il compositore “qui li faccio piangere tutti!”. E così è.
Questa musica drena l’ anima, la scuote così forte che il petto lo senti svuotato da tutta la possibile felicità del mondo, che cade giù verso lo stomaco, che infatti diventa improvvisamente pesante, e il cuore rimbomba in una cassa toracica svuotata. Perciò fa piangere, perchè ti senti improvvisamente vuoto e pensi “che cazzo è successo!”, e piangi le lacrime.
E allora perchè io l’ ascolto con questo sorrisetto stronzo stampato in volto?